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Ci risiamo, puntualmente
i soliti personaggi, che si ritengono i
"negazionisti" cioe' coloro che negano
un possibile coinvolgimento delle attivita' umane
nel processo di riscaldamento globale, tirano
fuori dal loro "cappello" la solita
teoria del sole cioe': "la correlazione del
numero delle macchie solari con periodi piu'
freddi e il flusso di raggi cosmici".
La teoria dei
raggi cosmici climaleteranti era stata proposta da
Henrik Svensmark del Danish NationaL Space
Center).
Il prof.
Svensmark spiegava il maggior il riscaldamento
terrestre degli ultimi anni con una maggior quota
di raggi cosmici in grado di colpire la superficie
terrestre, soprattutto quando il vento
solare si presentava debole e quindi non poteva
spazzare via tali raggi rappresentati da
particelle cariche.
Secondo
Svensmark, la presenza di maggior raggi cosmici
determina una maggiore formazione di nuvole
grazie all'interazione delle particelle cariche
che costituiscono i raggi cosmici con il vapor
acqueo degli oceani. Tale interazione produce
maggior nuclei di condensazione che formano poi le
nuvole.
In sintesi:
maggior quota di raggi cosmici, implica minor
vento solare cioe' minore attivita' magnetica
solare e quindi impossibilita' di deviare le
particelle cosmiche, pertanto maggiore copertura
nuvolosa e quindi temperature piu' fredde.
Oppure: maggior intensita' magnetica solare, meno
raggi cosmici, meno nubi, piu' sole, piu'
riscaldamento terrestre !
Ora un
gruppo di ricerca della Lancaster University, ha
esaminato la correlazione tra intensita' dei raggi
cosmici e cambiamenti climatici.
Sappiamo che i
cicli di attivita' magnetica solare sono circa di
11 anni e sono stati studiati tali effetti in 2
localita' della terra dove i raggi cosmici
arrivano maggiormente.
In una delle due
localita' c'e in effetti una minima correlazione
tra nuvolosita' e quantita di raggi cosmici, ma
tale fenomeno potrebbe spiegarsi solo con un
quarto delle osservazioni fatte.
Nel secondo ciclo
di attivita' solare, il gruppo di ricercatori non
ha evidenziato nessuna correlazione.
D'altra parte nel
rapporto del IPCC Comitato intergovernativo delle
Nazioni Unite sui cambiamenti climatici , comitato
al quale partecipano piu' di 2500 scienziati, si
assegnava alla variabile solare effettivamente un
contributo ai cambiamenti climatici pero' pari a un
tredicesimo, rispetto al contributo ANTROPICO
(l'uomo che modifica l'ambiente).
Il Prof.
Svensmark e ii suoi seguaci o sostenitori,
hanno certamente ragione nella spiegazione del
processo di coaugulazione tra le cariche
elettriche e le microscopiche goccioline del vapor
acqueo che portano alla formazione di nubi .
Ma a dire che
tale processo e' il maggior responsabile del
riscaldamento globale, affermando fermamente
che l'uomo non ha nessuna responsabilita'
nel riscaldamento Globale e di
conseguenza i dati dell' IPCC sono falsi , mi
lascia perplesso e senza parole !
(A. Santagostini)
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