LE TROMBE D’ARIA
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MERCOLEDI 3  Luglio  2007  
 
  
Proseguiamo nel nostro viaggio didattico, a tal proposito
Vi invito a leggere gli argomenti nella nostra sezione articoli
didattici,è sempre consigliabile dare una ripassata generale
ad alcuni argomenti, vista la confusione che si riscontra
nella materia. 

Dopo aver parlato degli Uragani, oggi parliamo
delle Trombe D'Aria.

Le trombe sono dei vortici depressionari di piccola estensione in cui i venti possono raggiungere elevate velocità, anche di alcune decine di Km/h;esse si verificano alla base di quelle enormi nuvole temporalesche chiamate cumulonembi, che si formano in seguito a forti instabilità dell'aria.

Un tromba tipica presenta la forma di un tubo o di un cono a pareti ripide con la base verso l'alto ed il vertice che si protende verso la superficie terrestre fino a toccarla. 

Spesso l'andamento è sinuoso a causa della diversa velocità con cui la base trasla rispetto alla sommità, per cui l'aspetto della tromba diventa simile a quello di una proboscide. 

Si parla di tromba d'aria (funnel clouds) quando
il vertice corre sul suolo e di tromba marina (waterspouts) quando corre sul mare, normalmente si fa distinzione tra trombe marine e trombe d'aria (o terrestri)
a seconda del luogo d'origine anche se è abbastanza frequente vederle passare  dal mare alla terraferma o viceversa.

I venti hanno una rotazione normalmente ciclonica (antioraria nell'emisfero nord) e sono quasi ciclostrofici in quanto le uniche forze che intervengono significativamente sono la forza di gradiente e la forza centrifuga, entrambe notevolmente alte a causa dei raggi limitati delle trombe. 

La velocità aumenta dal centro alla periferia ed il valore massimo, come anche il diametro della tromba, è in relazione alla profondità della depressione.


I meccanismi di formazione non sono ancora ben noti, anche se la situazione favorevole si ha ogni qualvolta al di sopra di aria fresca molto umida scorre un flusso d'aria calda secca.

Questo fenomeno possiede diverse analogie con i tornado da cui si differenzia unicamente
per le minori dimensioni (da 10 a 80 m) e per le velocità nettamente inferiori dei venti e quindi per le minori energie in gioco. 

Tuttavia, poiché l'area interessata al passaggio di una tromba è molto ristretta, i danni prodotti possono essere considerevoli in caso di impatto contro edifici o navi.


Se la tromba passa sulla terra ferma trasporta in alto polvere e tutto ciò che non è fissato, ma se ha molta forza riesce a sradicare alberi o a distruggere fabbricati; se il vertice cade sul mare, la zona interessata si agita formando una nube di spuma e la tromba assume l'aspetto di una colonna d'acqua in quanto la sua azione si esplica attraverso un risucchio più o meno violento.

Caratteristica fondamentale delle trombe è la loro formazione improvvisa, con un brusco ed immediato
calo della pressione, per cui è impossibile prevederle osservando il graduale abbassamento della pressione
come avviene prima del passaggio dei cicloni. Un segno rivelatore può essere, sulla terraferma,la presenza di turbini di polvere prima della formazione dell'imbuto, sul mare si osserva una macchia scura superficiale.


Il fenomeno ha una durata limitata che va dai 10 ai 30 minuti e dal luogo di formazione si spostano seguendo
traiettorie imprevedibili e indefinite. La velocità di traslazione è variabilissima, generalmente è superiore ai 15 nodi.


Nel caso marino una tromba si esaurisce quando incrocia un rovescio di pioggia o quando raggiungono la terraferma.
Le altezze sono variabili dai 100 ai 1000m e coincidono di solito con l'altezza della base dei cumulonembi
da cui esse hanno origine.

Le trombe si formano con maggiore frequenza sui mari caldi (ad esempio sul Mediterraneo) e nelle zone delle calme
equatoriali, cioè dove sono più alte le probabilità di formazione dei sistemi nuvolosi temporaleschi.


La frequenza è minima tra i 10° ed i 20° di latitudine ed è media tra i 30° ed i 40° . Molto bassa o nulla è la probabilità a latitudini superiori. Oltre i tropici la frequenza massima si verifica nei mesi fra il termine dell'estate e l'inizio dell'autunno, nella zona temperata in estate.

Le zone italiane più battute dalle trombe marine sono il Friuli, la costa meridionale abruzzese, lo stretto di Messina,
la costa laziale e ligure, in particolare nel golfo di La Spezia.

 Per quanto riguarda le trombe d'aria esse sono piuttosto  frequenti sulle regioni settentrionali, in Toscana e nel Lazio.

(E.Buonaguidi)


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