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NUOVA OCCASIONE MANCATA
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| GIOVEDI 18 FEBBRAIO 2009 |
Ovviamente
nessuno ne parla, ci mancherebbe, ed allora vogliamo ricordarvi
che la sofferenza del nostro bel Pianeta continua e continuerą
senza che nessuno si ponga il problema, ed allora tanto per
rinfrescarci la memoria vi proponiamo un articolo apparso su
Green Peace che ci vuole illustrare cosa č successo all'indomani
dell'inutile vertice di Copenaghen.Č morto l'accordo di Copenhagen. Entro il 31 gennaio i Paesi partecipanti avrebbero dovuto comunicare i propri impegni di riduzione dei gas serra. In realtą hanno sostanzialmente mantenuto gli stessi resi noti prima del summit, che ci porteranno dritti a un aumento di temperatura stimabile in +3/3,5 °C.
Si č rivelato, invece, una presa in giro per prendere tempo.
Solo un cinico esercizio di pubbliche relazioni per riciclare
proposte vecchie, inutili e pericolose. L'accordo di Copenhagen si č dimostrato un pericoloso "green-washing" per spacciare come azione efficace la trita ripetizione di obiettivi che di fatto portano a una riduzione delle emissioni per i Paesi industrializzati solo dell'11-19% (6-14% senza crediti forestali). Per giungere all'obiettivo dei 2°C di aumento massimo, le riduzioni di emissioni di gas serra (rispetto al 1990) devono essere del 40% entro il 2020. Anche i Paesi in via di sviluppo devono ridurre le emissioni del 15-30% rispetto al trend attuale, sempre al 2020. Un processo che deve essere sostenuto da nuovi investimenti, per un totale stimato in 140 miliardi di dollari l'anno, che consentano a questi Paesi di passare a tecnologie pulite e di resistere al meglio al disastro climatico. Stando alle informazioni scientifiche disponibili - su cui si
basa il nostro rapporto "Il Terzo Grado" - queste sono
alcune delle previsioni sugli effetti del cambiamento climatico: (Edgardo Buonaguidi) |