articoli:  I VENTI: FENOMENI METEOROLOGICI E RACCONTI MITOLOGICI.
 
14 Dicembre   ore 00:00
I venti sono masse d’aria che si muovono orizzontalmente rispetto alla superficie terrestre, a causa della differenza di pressione, passando da una zona ad alta pressione ad una a bassa pressione.

Se la Terra non ruotasse, i flussi d’aria seguirebbero la via piu’ breve per colmare il dislivello di pressione, intersecando perpendicolarmente con le isobare. In realta’, la forza di Coriolis, dovuta alla rotazione terrestre, agisce sulle masse d’aria in movimento e le fa deviare verso destra nell’emisfero boreale (verso sinistra in quello australe); cosicche’ i flussi d’aria divergono dalle aree anticicloniche con andamento in senso orario e convergono nelle aree cicloniche con andamento in senso antiorario.

In Italia, i venti piu’ spesso attivi sulle regioni sono:

·Bora, vento freddo che spira alle basse quote, con raffiche di notevole intensità; caratteristico della stagione fredda, scende dagli altipiani orientali delle Alpi e si riversa sulle coste intorno a Trieste per lo stabilirsi di centri di alta pressione sull'alto e medio Adriatico;

·Fohn o Favonio, vento tipico delle regioni prossime alle Alpi, ma registrabile anche sulla dorsale appenninica e in corrispondenza di qualsiasi catena montuosa, a causa dello stabilirsi di un sensibile dislivello di pressione tra i due versanti della catena; è apportatore di bel tempo;

·Grecale o Greco, soffia sul Mediterraneo centromeridionale, soprattutto d'inverno, quando si hanno alte pressioni sull'Europa e sui Balcani e basse pressioni sulla Libia; non provoca in genere forti perturbazioni meteorologiche;

·Libeccio, vento tipico delle coste tirreniche, quando si stabilisce una depressione sull'Italia nordoccidentale; è caldo e umido, e spesso apportatore di precipitazioni;

·Maestrale o Maestro, vento di forte intensità che trasporta masse d'aria fredda dalle regioni continentali europee, determinando sensibili abbassamenti di temperatura;

·Scirocco, conseguenza diretta del ghibli (vento molto caldo e secco, tipico delle regioni settentrionali dell’Africa), soffia caldo e umido trascinando talvolta particelle di sabbia;

·Tramontana, vento freddo e asciutto, in genere apportatore di bel tempo.

I popoli antichi, in particolare quelli legati al mare, e che dal mare traevano il loro sostentamento (come i Greci, i Romani e tutti gli altri del bacino del Mediterraneo), hanno mostrato molto interesse per i venti, i quali scandivano ogni fase dell’esistenza e delle principali attivita’ di questi popoli, come l’agricoltura, la navigazione e il commercio.

I racconti mitologici forniscono quindi numerose rappresentazioni di queste importanti forze della natura. Tutti i venti abitavano in Tracia, o, secondo una tradizione posteriore, nelle isole Lipari (o Eolie), sotto la tutela di Eolo, definito il loro "custode", o "padre", o anche "dio".

Non tutti i venti erano favorevoli all'uomo, come ad esempio quelli derivati da Tifone, mostro capace con il soffio infuocato di portare scompiglio e distruzione. I più importanti, che bisognava conoscere per garantirsi una tranquilla e facile navigazione, si diceva fossero i figli di Astreo (il Cielo stellato) e di Eos (l'Aurora); essi erano quattro: Borea dal nord, Noto dal sud, Zefiro da ovest ed Euro da sud-est.

Borea, considerato come il soffio stesso di Zeus, e’ un vento impetuoso che spira dal nord con grande forza, particolarmente venerato dagli Ateniesi, convinti che avesse provveduto, con un tremendo uragano, a sgominare la flotta di Serse, il re persiano che minacciava la Grecia con una colossale spedizione.

Noto, l'umido vento del sud, porta le piogge e rende difficoltosa la navigazione in certi periodi dell'anno.

Zefiro, che aveva generato Xanto e Balio, ossia i due cavalli di Achille, chiamato dai Romani Favonio, e’ particolarmente gradito perche’ annuncia la primavera e la bella stagione, favorendo la germinazione delle sementi e la ripresa della natura dal lungo sonno invernale.

Euro, infine, che i Romani chiamavano Vulturno, soffia da sud-est e puo’ portare la siccita’, o le piogge.

Pure i venti secondari erano tenuti in giusta considerazione, poiche’ avevano il potere di provocare anch'essi effetti diversi. Essi sono quattro: Caecias o Aquilone dal nord-est, Apeliotes dall'est, Lips o Africo (poi conosciuto come Libeccio) dal sud-ovest, e Skyron dall'ovest o nord-ovest, e venivano rappresentati in forma umana, con le ali e con le guance vistosamente gonfie nell'emettere un soffio potente.

Otto dunque (quante ne vennero raffigurate nell'edificio costruito ad Atene nel I sec. a. C., la cosiddetta Torre dei Venti) le creature quasi divine tenute in gran conto e onorate dalla gente di mare, per la quale sempre hanno avuto precipua importanza, tanto che nella religione romana i venti e le affini tempestates erano collegati al culto di Nettuno.

(Grazia Nardella e Domenico Restuccia)

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