articoli:  IL CICLONE D'ISLANDA, L'ANTICICLONE RUSSO, IL VORTICE POLARE
 
20-09-05

La stagione autunnale sembra in anticipo, e per quella invernale non manca poi così tanto, ci sembra giusto, quindi, rinfrescare la memoria sui protagonisti della nuova stagione. 

Il ciclone dell'Islanda viene spesso definito come il responsabile principale del maltempo in Europa, infatti, dal suo bordo ascendente nascono tutte le perturbazioni atlantiche che giungono in Europa e quindi anche in Italia. Si capisce bene che la posizione assunta e la forza dei centri di pressione determinano l'evolversi delle condizioni meteo nei Paesi interessati.
 
Cerchiamo di capire le caratteristiche principale della depressione Islandese:

In inverno, il minor soleggiamento mantiene le terre più fredde rispetto ai mari e mentre su questi ultimi le depressioni hanno la meglio e sono quindi libere di espandersi, sulle estese terre russe comincia a prendere forza il famoso ANTICICLONE RUSSO spesso responsabile di afflussi molto freddi e secchi anche sull'Italia. Il ciclone dell'Islanda sospinge verso sud l'anticiclone delle Azzorre con il risultato che il fronte polare si trovi a scorrere "dalle nostre parti" libero di inviarci così afflussi freddi e molte perturbazioni. Le precipitazioni seppur frequenti (specie sulla fascia tirrenica) risultano comunque essere meno copiose rispetto all'AUTUNNO in quanto il mare ha perso il calore.

 
Alle alte latitudini staziona un'area depressionaria permanente chiamata VORTICE POLARE che nel semestre freddo si espande verso sud alimentando due grossi centri di bassa pressione, il ciclone delle Aleutine nel nord Pacifico e il nostro ciclone dell'Islanda nel nord Atlantico.
E' stato osservato che in condizioni in cui la pressione atmosferica al suolo risulti più bassa della media alle alte latitudini, con rafforzamento del vortice polare, si registrano allo stesso tempo valori di pressione atmosferica sopra la media sul medio Pacifico e Atlantico dove stazionano l'anticiclone del Pacifico e il nostro anticiclone delle Azzorre. Quando al contrario la pressione atmosferica risulta essere più alta della media alle alte latitudini, con indebolimento del vortice polare, la pressione risulta essere più bassa della media alle medie latitudini indebolendo gli anticicloni.


Questa oscillazione della pressione prende appunto il nome di oscillazione artica e la parte atlantica che lega il ciclone dell'Islanda con l'anticiclone delle Azzorre viene chiamata NAO (North Atlantic Oscillation o oscillazione nord atlantica). L'importanza dello stato dell'oscillazione è determinante ai fini climatici e meteorologici a livello europeo e per questo è stato istituito un indice mensile (NAO INDEX o indice NAO) di più facile lettura che deriva dalla differenza che c'è tra le anomalie di pressione alle medie e alte latitudini.


Un indice NAO POSITIVO indica lo stato in cui la pressione risulta essere più bassa rispetto alla media alle alte latitudini e più alta alle medie latitudini, mentre un indice NAO NEGATIVO il contrario. Le ripercussioni sono notevoli.
In condizioni di POSITIVITA' si verifica un "inasprimento" dello scontro fra i due centri di pressione che provoca un incremento notevole dell'attività perturbativa che tende a colpire l'Europa continentale.


In condizioni di NEGATIVITA' invece si ha un indebolimento dei centri di pressione o in alcuni casi addirittura si vengono a creare aree di alte pressioni alle alte latitudini e basse alle medie latitudini. Si ha così un rafforzamento degli afflussi freddi di origine artica e gli inverni risultano essere più freddi e più nevosi.
 

 


www.meteorete.it
 
 
 
 
 
 
 
 
 e