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Le
variazioni climatiche, causate dall’incuria dell’uomo, stanno apportando
molteplici cambiamenti al nostro bellissimo pianeta, cambiamenti che pur
essendo sotto gli occhi di tutti, non riescono a sensibilizzare le decisioni
dell’uomo. In molti nostri articoli, vi abbiamo descritto del pericolo che
corre la nostra amata Terra, e di quante parole e promesse siano fatte,
invano, dai nostri governanti, ma nonostante tutto continua il degrado
continua inarrestabile.
Oggi
vogliamo parlavi del serio rischio di estinzione delle Barriere Coralline,
uno dei principale capolavori della natura.
Oltre la metà delle barriere coralline del mondo
potrebbero scomparire in meno di 25 anni, per colpa del riscaldamento
globale. La denuncia e' di un pool di ricercatori del Coraal Reef Task Force
americano. Secondo gli esperti il 30% delle barriere coralline e' andato
distrutto negli ultimi 50 anni, e un altro 30% e' fortemente danneggiato. Le
temperature del mare sono in aumento, provocando il fenomeno dello
sbiancamento e indebolendo le resistenze dei coralli all'inquinamento.
Secondo lo studio -
diretto da Clive Wilkinson, ricercatore dell'Istituto Australiano di Scienze
Marittime (Aims) - l’aumento delle temperature, la pesca intensiva,
l'inquinamento, la sedimentazione e attività come il dragaggio sono tra i
fattori che maggiormente minacciano la sopravvivenza delle barriere: allo
scolorimento, che priva i coralli del loro colore distintivo e a cui sono
esposte il 40% delle barriere, si accompagna spesso la loro morte.
Il rapporto, alla cui stesura hanno contribuito 151 ricercatori di 100 Paesi
diversi, sottolinea poi come i 'tentativi di frenare il declino delle
barriere di corallo siano sempre in ritardo rispetto al ritmo accelerato
della loro degradazione, sebbene alcune misure cautelative adottate intorno
alla Grande barriera corallina australiana e in altre zone stiano dando
buoni risultati.
Secondo Wilkinson, gli scienziati hanno ricevuto un primo segnale d'allarme
sui pericoli delle attività umane per le barriere coralline - oltre 400
delle quali si sono scolorite nel 2002 - che potrebbero essere il primo
ecosistema marino colpito dal riscaldamento climatico.
Questo è lo scenario,
desolante, in cui ci troviamo, e la colpa è solo dell’uomo, un uomo che
si tappa gli occhi e le orecchie di fronte al grido di aiuto della natura.
Il clima cambia? Non piove più? Pericolo siccità? Riscaldamento globale?
Tutte queste avvisaglie sono ignorate dai governati delle grandi Nazioni, ma
la natura prima o poi si ribellerà a tutto questo egoismo del genere umano.
(E.Buonaguidi)
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