articoli:   I CICLI CLIMATICI,  REALTA’ O LEGGENDA ?

  Venerdi 13 Ottobre 2006  
Spesso si sente parlare di cicli climatici, molti sono gli studiosi che si sono occupati di questo argomento, molti sono coloro che non credono a questa ricorrenza di eventi, altri ne fanno un vero e proprio culto. Ma quali sono i metodi usati per arrivare a tracciare la storia di un ciclo climatico? Tali ricerche si sviluppano essenzialmente in due fasi, ovvero la messa a punto di modelli di scenario climatico, il secondo la ricostruzione del clima del passato.

Il primo metodo consiste nel fare delle simulazioni di come sarà il clima nel prossimo futuro, utilizzando i vari modelli matematici, si procede inizialmente con la riproduzione del clima attuale, delle precipitazioni, delle temperature, campi di pressione, tipi e traiettorie delle perturbazioni. La seconda fase si usa lo stesso criterio per simulare quale sarà il clima del futuro, e quindi di nuovo piogge, temperature, perturbazioni ecc. qualora il bilancio del pianeta venga modificato dalla variazione della concentrazione dei gas serra. La terza fase, consiste nello studiare gli impatti di questo clima nel futuro sugli ecosistemi e sull’ambiente come il livello del mare, la struttura dei ghiacciai ecc.

Per ricostruire il clima del passato, bisognerà ricorrere a due tipi di prove: prove di campo e prove documentate. Le prime si basano su dati naturali che vengono raccolti da ricercatori di fisica, chimica e biologia, le seconde si basano su libri, antiche cronache, archivi pubblici e privati, ecc.

Ma quali sono i risultati di tale studio? Abbiamo dei risultati di indubbio fondamento, o dati approssimativi su cui stilare delle conclusioni quanto meno azzardate? Il ciclo climatico più noto è quello segnalato da Brückner, secondo cui si avrebbe ogni 35 anni un gruppo di annate piovose e fredde seguite da annate calde e secche; un altro ciclo proposto per l'Europa è quello in cui s'individua, ogni 11 anni, un gruppo di inverni molto rigidi. Ma quello senz’altro più affascinante e curioso è il famoso ciclo degli inverni rigidissimi, stando al quale ogni 300 anni l’Europa si troverebbe di fronte ad inverni “epocali”

L’ultima fase riconducibile a tale evento risale al lontano 1709, quindi se dobbiamo prendere in seria considerazione questo scadenziario, ci troveremmo in prossimità di una nuova fase fredda. Ma la domanda che pongo a tutti voi e questa: dobbiamo credere fino in fondo a questi eventi ciclici, oppure i cambiamenti climatici da 300 anni ad oggi sono stati tali da rendere improponibile tale ipotesi?

Personalmente ho molte perplessità in merito, esse si basano essenzialmente su due elementi, la prima è che l'esistenza dei cicli climatici non è ancora stata sufficientemente dimostrata; fino a oggi essi sono stati individuati con sicurezza solo su estensioni limitate, la seconda è data dalle modifiche che il clima da 300 anni ad oggi, ha subito per colpa dell’uomo, in primis l’effetto serra,  in un contesto in cui la Terra registra continui aumenti di temperatura, ed i dati sono comprovati da innumerevoli studi, mi pare del tutto improponibile un ripetersi dell’evento, questo è il mio parere, poi, ovviamente,  la natura deciderà da sola il percorso da seguire, fortunatamente…. 

(E.Buonaguidi)   


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