Articoli e approfondimenti:    UNA CITTA’ NEL GHIACCIO…
 

Cari amici di METEORETE, ben trovati. Nella nostra Italia, tutto ciò farebbe notizia…ma in quel luogo, difficilmente gli organi di stampa ne evidenziano gli aspetti. Stiamo parlando di Montreal, una bellissima città canadese, situata nel territorio del Quebec, che conta una popolazione di oltre 3 milioni di abitanti, in prevalenza a lingua francofona, con alcune minoranze di lingua inglese, nodo assai importante per l’economia del Canada. La città deve il suo nome al Mont Royal, la cima che sovrasta l’intera area. Ebbene, gli inverni che caratterizzano il clima di Montreal sono particolarmente rigidi, con valori termici abbondantemente e costantemente sotto lo 0°, con punte spesso di -25° , -30°, e oltre.
Sappiamo bene che data la vicinanza di questa zona nord-americana al Polo, viene ripetutamente raggiunta dai venti gelidissimi che stazionano nelle aree ghiacciate del Polo stesso. Ma come fa la popolazione a ripararsi da tale gelo? Molto intelligentemente è stata “costruita” una città sotterranea, ove la gente abitualmente vive. Banche, negozi, ristoranti, scuole, musei, sono solo alcune realtà offerte sotto questo tunnel prodigioso. La vita normale, in particolare nei mesi di gennaio e febbraio, si snoda pevalentemente proprio sotto questo maestoso sotterraneo. Chiaramente i cittadini, la sera, devono “risalire”, per poter rientrare nelle loro abitazioni. Ma durante il gennaio 1998, anche “l’attrezzata” Montreal dovette fare i conti con un’ondata di gelo veramente stratosferica, che mise in ginocchio l’intera città.
Il bollettino meteo, emesso nei primi giorni di quell’anno, avvertì che era in arrivo un fronte assai freddo, proveniente dal golfo del Saint-Laurent, che avrebbe stazionato proprio su Montreal per parecchi giorni, provocando piogge ghiacciate. Nel giro di qualche giorno l’intera città era diventata una pista di pattinaggio… il ghiaccio accumulato al suolo fu di 30 cm. Si congelò veramente tutto, “scoppiarono” gli impianti d’energia e la gente si ritrovò senza luce, senza riscaldamento. Gli alberi, spezzati dal gelo, tagliarono i fili della luce, i quali “penzolavano” sui marciapiedi, sulle automobili, sulle case. A quel punto il sindaco chiese aiuto a 800 montatori di linee elettriche ad altre province canadesi e agli Stati Uniti. Anche la rete ferroviaria di comunicazione si bloccò, con quasi 200 convogli immobilizzati nel ghiaccio. Per la prima volta, per un fatto del genere, l’esercito canadese riapparve in forza nella città. I soldati, con l’ausilio di seghe meccaniche, riuscirono, solo dopo diversi giorni a “scardinare” il ghiaccio ovunque presente e, a poco a poco, riuscire a ripristinare tutto ciò che era stato letteralmente distrutto da un evento così estremo.

Immaginate, cari amici di METEORETE, se un evento così “storico” un giorno si presentasse sulla nostra Penisola….
(Giorgio Emanuele Molfino)

 


 13 Gennaio 2005
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