articoli:  LA GRANDINE
 
12 Aprile ore 00:00
Chicco di grandine enorme:Kansas 1970

Molto spesso accade che nelle fasi di forte instabilità le manifestazioni temporalesche siano accompagnate dalla Grandine, recando molto danni specie all’agricoltura, vediamo di capire l’origine di tale fenomeno. 

Le nuvole che preannunciano l’arrivo del temporale sono chiamate “Cumulenombi” all’interno di esse nello strato in cui la temperatura è compresa tra 0 e –10°, coesistono cristallini di ghiaccio e goccioline d’acqua sopraffuse, cioè rimaste allo stato liquido malgrado la temperatura negativa.

In questi casi i cristalli di ghiaccio tendono ad accrescersi a spese delle goccioline di acqua che tendono ad evaporare.

Questi piccoli granuli di ghiaccio, mantenuti all’interno della nube temporalesca da impetuose correnti ascendenti, collidono con le goccioline sopraffuse accrescendo ulteriormente le proprie dimensioni. 

Se i moti convettivi sono deboli, i granuli di ghiaccio, una volta raggiunto l'apice della nube, dove le correnti ascendenti divergono, precipiteranno verso il suolo attraversando strati d'aria con temperatura relativamente elevata e raggiungeranno il terreno sotto forma di pioggia; se invece le correnti ascendenti sono intense, le particelle resteranno a lungo nella nube e gli intensi moti vorticosi in essa presenti, per molte volte ancora, li trasporteranno in alto, poi in basso e ancora verso l'alto, consentendo, ad ogni ciclo, la formazione di un nuovo rivestimento di ghiaccio. Quando i chicchi di grandine saranno diventati tanto pesanti da non poter essere più sorretti dalle correnti ascendenti, precipiteranno violentemente verso il suolo. 

Già in tempi antichi si parlava della pericolosità della grandine, ad esempio nel libro dell’Esodo ( circa 1250a.C.) la grandine veniva descritta come la settima piaga d’Egitto, dal testo si capisce che già all’epoca era chiara la pericolosità di tale fenomeno atmosferico per tutte le coltivazioni. 

(E.Buonaguidi)


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