|
Dopo avervi
descritto l’origine dei temporali, vediamo di analizzare le nubi che
accompagnano questo fenomeno sempre affascinante e che mostra la vera
forza della natura.
Le nubi che
accompagnano il temporale sono varie ed ognuna con caratteristiche ben
precise, lo SHELF CLOUD, è una nube bassa e lunga, a volte arcuata,
che accompagna il fronte temporalesco, ed in alcuni casi scorta anche
un fronte freddo senza temporali. La SHELF CLOUD all’inizio è
attaccata alla base del cumulonembo e spesse è presente nella
SUPERCELLA; si presenta sul bordo avanzante di un temporale precedendo
di poco l’arrivo dei rovesci di pioggia.
Le striature che si
possono notare nella SHELF CLOUD sono dovute alle variazioni di umidità,
possono indicare rotazione all’interno della cella temporalesca e
quindi la possibilità che il temporale sia violento.
Il lato inferiore
dello SHELF CLOUD appare spesso turbolento, incavato e di colore
scuro. In alcuni casi la SHELF CLOUD può originare deboli tornado.
Altra componente
del temporale è la SUPERCELLA. La supercella è in assoluto il
temporale più pericoloso e potente fra tutti quelli esistenti: La sua
formazione richiede una particolare concomitanza di eventi: infatti le
supercelle sono fenomeni relativamente rari da noi e spesso il loro
numero viene sovrastimato qualora si manifestino temporali violenti,
tali da destare notevole impressione all'osservatore di turno. Una
supercella ha un estensione geografica molto vasta, ed ha una vita
autonoma che talvolta non è coerente con la circolazione nella media
troposfera per via della deviazione dalla direttrice di moto standard
relativa alla sinottica generale indotta dalla forza di rotazione
della supercella stessa. All’interno delle celle temporalesche il
sistema delle correnti spesso non è ordinato secondo il classico
schema della cella convettiva (correnti calde ascendenti e correnti
fredde discendenti) a tal punto che ogni cellula temporalesca tende ad
interferire con le correnti di una cellula adiacente. In questo caso
si può dire che si disturbano a vicenda, impedendo così lo sviluppo
di una singola cellula o cella altamente organizzata. Ma se si
dovessero creare le condizioni per lo sviluppo di una sola singola
cellula, allora il discorso cambierebbe completamente. In questo caso
il cumulonembo che si sviluppa prende il nome scientifico di
supercella ed è costituito solo da due sistemi di correnti su vasta
scala. Le condizioni favorevoli allo sviluppo di supercelle possono
essere così semplificate:
1)
forte contrasto termico sulla verticale dell’area frontale ,
cioè tra la massa d’aria fredda in arrivo e quella caldo umida al
suolo in fase di sollevamento. L’aria calda, leggera e umida, si
scontra con aria più fredda, più pesante e secca e viene sollevata
velocemente verso l’alto tanto più rapidamente quanto maggiore è
la differenza di temperatura.
2) notevole
riscaldamento del suolo favorito dal clima continentale delle grandi
pianure tra
le quali, sotto tale aspetto, può essere inclusa la Pianura
Padana.
Infine analizziamo
le MULTICELLE. Diciamo subito che la Multicella differisce dalla
Supercella in quanto nasce sempre dall’unione di diversi elementi
temporaleschi, mentre la Supercella è intesa come unico individuo,
inoltre i fenomeni saranno senz’altro più violenti nella
Supercella.
La Multicella
quindi è un sistema temporalesco costituito da diverse celle
ravvicinate tra loro, ovviamente più cellule avremo maggiore sarà
l’estensione del temporale, la sua durata può essere anche di
diverse ore e può percorrere molti chilometri, alimentato dal
continuo ricambio tra celle in esaurimento e celle in nuova
formazione.
La loro formazione
avviene sovente di sera, e prediligono le calde pianure tropicali
dell’Africa centrale, gli Stai Uniti e la Cina.
(E.Buonaguidi)
|