articoli:  GLI URAGANI
 
13 Aprile ore 00:00
Foto uragano

Cari amici di Meteorete, proseguiamo nel nostro “viaggio” alla scoperta dei fenomeni atmosferici estremi, ed allora parliamo degli Uragani della loro origine e della loro potenza. 

Un uragano è una tempesta violenta che si forma sopra un oceano tropicale con venti che soffiano intorno a un ‘area centrale di calma chiamata occhio, nell’emisfero Boreale l’aria si muove in cerchio in senso antiorario, nell’emisfero Australe avviene il contrario. 

I venti più intensi si trovano nel tornado, ma sono limitati ad aree piccole, negli uragani i venti sono meno intensi ma possono colpire aree con diametri di molte decine di chilometri e durare diversi giorni. 

Gli uragani hanno luogo in varie parti del mondo, e sono chiamati con nomi diversi; le tempeste che si formano nelle regioni occidentali dell’Oceano Pacifico settentrionale sono chiamati Tifoni, nella parte settentrionale dell’Oceano Indiano vengono chiamati Cicloni, nel resto dei paesi si usa la parola Uragano. 

Nota curiosa è che abitudine di assegnare un nome sia alle tempeste che agli uragani per identificarli più facilmente in particolare quando nella stessa regione insistono più fenomeni dello stesso tipo. In tal modo risulta più facilitata la comunicazione e gli avvisi al pubblico da parte delle autorità competenti. 

La maggioranza degli uragani si forma in certe regioni oceaniche e in certe stagioni dell’anno, quali sono i fattori necessari per lo sviluppo di tale fenomeno ? La temperatura elevata delle acque superficiali (sopra i 26°C), l’assenza di vento (calme equatoriali).

In queste zone vi è un forte riscaldamento degli strati bassi dell’ atmosfera favorito anche dalla costante azione della radiazione solare, il che unito all’assenza di vento, favoriscono la convezione dell’ aria, cioè il suo moto verticale verso l’alto, la quale poi raffreddandosi produce la condensazione liberando grandi quantità di calore latente (vedi pagina dei temporali). Per innescare invece la rotazione di tale massa d’ aria interviene la forza di Coriolis che rende possibile la rotazione come detto prima in senso antiorario nel nostro emisfero e con velocità sempre maggiori mano a mano che ci si avvicina al centro del vortice. Innescata la rotazione entrano in gioco nuove forze; quella di gradiente e quella centrifuga.  

Lo sviluppo dura generalmente dalle 12 alle 60-72 ore. Durante questa fase la pressione al centro del vortice è in continua diminuzione, mentre "stranamente" i venti non raggiungono ancora velocità elevate.

Infatti questo avviene a quasi completo sviluppo del vortice quando la pressione crolla e i venti raggiungono e superano i 150 Km/h. Raggiunta la maturità, la pressione cessa di calare mentre aumenta contemporaneamente l’ area interessata da forti piogge e battuta dai venti che possono raggiungere anche un raggio di 380 Km.

Gli uragani diminuiscono d’ intensità quando il loro carburante si esaurisce e questo perché il ciclone si sposta sulla terraferma non ricevendo così l’ apporto di calore-umidità dal mare, oppure perché si sposta verso latitudini più alte dove le acque superficiali sono più fredde. Indebolendosi, l’ uragano prima diviene una tempesta tropicale, poi una semplice perturbazione extratropicale e quest’ ultima a volte capita che raggiunga dall’ Atlantico-Europeo e successivamente, l’ Europa dove aver risalito tutta la costa americana.

(E.Buonaguidi)

 


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