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Cari
amici di Meteorete, proseguiamo nel nostro “viaggio” alla scoperta
dei fenomeni atmosferici estremi, ed allora parliamo degli Uragani
della loro origine e della loro potenza.
Un uragano è una
tempesta violenta che si forma sopra un oceano tropicale con venti che
soffiano intorno a un ‘area centrale di calma chiamata occhio,
nell’emisfero Boreale l’aria si muove in cerchio in senso
antiorario, nell’emisfero Australe avviene il contrario.
I venti più
intensi si trovano nel tornado, ma sono limitati ad aree piccole,
negli uragani i venti sono meno intensi ma possono colpire aree con
diametri di molte decine di chilometri e durare diversi giorni.
Gli uragani hanno
luogo in varie parti del mondo, e sono chiamati con nomi diversi; le
tempeste che si formano nelle regioni occidentali dell’Oceano
Pacifico settentrionale sono chiamati Tifoni, nella parte
settentrionale dell’Oceano Indiano vengono chiamati Cicloni, nel
resto dei paesi si usa la parola Uragano.
Nota curiosa è che
abitudine di assegnare un nome sia alle tempeste che agli uragani per
identificarli più facilmente in particolare quando nella stessa
regione insistono più fenomeni dello stesso tipo. In tal modo risulta
più facilitata la comunicazione e gli avvisi al pubblico da parte
delle autorità competenti.
La maggioranza
degli uragani si forma in certe regioni oceaniche e in certe stagioni
dell’anno, quali sono i fattori necessari per lo sviluppo di tale
fenomeno ? La temperatura elevata delle acque superficiali (sopra i 26°C),
l’assenza di vento (calme equatoriali).
In queste zone vi
è un forte riscaldamento degli strati bassi dell’ atmosfera
favorito anche dalla costante azione della radiazione solare, il che
unito all’assenza di vento, favoriscono la convezione dell’ aria,
cioè il suo moto verticale verso l’alto, la quale poi
raffreddandosi produce la condensazione liberando grandi quantità di
calore latente (vedi
pagina dei temporali). Per innescare invece la rotazione di
tale massa d’ aria interviene la forza di Coriolis che rende
possibile la rotazione come detto prima in senso antiorario nel nostro
emisfero e con velocità sempre maggiori mano a mano che ci si
avvicina al centro del vortice. Innescata la rotazione entrano in
gioco nuove forze; quella di gradiente e quella centrifuga.
Lo sviluppo dura
generalmente dalle 12 alle 60-72 ore. Durante questa fase la pressione
al centro del vortice è in continua diminuzione, mentre
"stranamente" i venti non raggiungono ancora velocità
elevate.
Infatti questo
avviene a quasi completo sviluppo del vortice quando la pressione
crolla e i venti raggiungono e superano i 150 Km/h. Raggiunta la
maturità, la pressione cessa di calare mentre aumenta
contemporaneamente l’ area interessata da forti piogge e battuta dai
venti che possono raggiungere anche un raggio di 380 Km.
Gli uragani
diminuiscono d’ intensità quando il loro carburante si esaurisce e
questo perché il ciclone si sposta sulla terraferma non ricevendo così
l’ apporto di calore-umidità dal mare, oppure perché si sposta
verso latitudini più alte dove le acque superficiali sono più
fredde. Indebolendosi, l’ uragano prima diviene una tempesta
tropicale, poi una semplice perturbazione extratropicale e quest’
ultima a volte capita che raggiunga dall’ Atlantico-Europeo e
successivamente, l’ Europa dove aver risalito tutta la costa
americana.
(E.Buonaguidi)
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