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IN ITALIA MANCA ASSOLUTAMENTE UN SERVIZIO METEOROLOGICO NAZIONALE

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Lunedi - Settembre 11, 2017 11:45     Article Hits:19348     A+ | a-
Era questione di giorni ma prima o poi un nuovo disastro legato al maltempo era dietro l’angolo.
I mass media ci “inondano” di commenti, interviste, terribili immagini e poi le solite e lamentose polemiche, colpa de sindaco, colpa della regione, io non sapevo…nessuna ci ha avvertito, l’allerta era arancione e non rossa.
BASTA!  Non se ne può più!
In questi giorni ho seguito con attenzione sui canali satellitari americani la vicenda dell’uragano Irma. Interi notiziari dedicati unicamente all’evolversi della situazione, il fronte veniva monitorato minuto dopo minuto per capire la sua direzione, la sua potenza ecc. Quasi una situazione maniacale, ma essenziale.
Avvisi costanti alla popolazione, da parte degli organi competenti, la popolazione non viene lasciata allo sbando ma accompagnata in queste situazioni. Tutto questo grazie ad una coscienza meteorologia ma soprattutto grazie ad un servizio Meteo efficace, serio e puntuale
In Italia tutto questo non esiste, in Italia si aspetta l’alluvione e poi si fanno polemiche. In Italia si continua a snobbare il clima pensando che tanto le previsioni saranno errate. Prendiamo ad esempio la situazione dell’ultima perturbazione giunta dal vicino Atlantico. Molti servizi meteo ( privati) ed ovviamente anche noi di Meteorete avevano evidenziato il grande pericolo di fenomeni molto intensi. Fino a venerdì la regione a rischio era la Liguria poi il fronte ha variato la sua direzione colpendo maggiormente la Toscana.
Non si tratta del colore dell’allerta arancione, rossa, verde ecc. ma di buon senso. Come sempre si deve guardare a due cose fondamentali: a) il torrente responsabile dell’esondazione era “pulito” b) anche se arancione l’allerta è stata presa in considerazione? Ma soprattutto è stata letta l’allerta?
Ed allora ritorno al mio pensiero di sempre: in Italia manca assolutamente una base meteorologica, manca un servizio Nazionale Meteo capace di raggiungere tutti gli organi competenti, manca una coscienza meteorologica, insomma siamo a livelli del terzo mondo.
Ed allora chiudo questo mio editoriale, come al solito con una triste frase che ho scritto almeno 10 volte: a quando la prossima alluvione?