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Consigli furbi

Funghi porcini, ecco perché torni sempre a mani vuote: il bosco te lo sta dicendo ma non lo capisci

Andare a funghi ad occhi chiusi è come giocare alla lotteria sperando di vincere: talvolta basta davvero poco per capire quando un luogo è perfetto.

La stagione dei porcini è nel pieno del suo potenziale, tanto che curiosi ed esperti si lanciano da settimane alla ricerca del fungo più amato di sempre. In questo periodo non è raro vedere escursionisti con cestini colmi di esemplari enormi. E allora i meno esperti guardano, osservano e, quando provano a buttarsi (magari senza alcuna guida), l’unico bottino con cui tornano è un sacchetto vuoto e una sensazione di sconfitta.

Funghi porcini, ecco perché torni sempre a mani vuote: il bosco te lo sta dicendo ma non lo capisci – meteorete.it

È proprio lì che scatta la domanda: ma cosa c’è che non va? Forse qualcun altro è passato prima, o davvero serve un paio di occhiali nuovi? La verità è che cercare i funghi non è come fare una passeggiata qualsiasi nei boschi: ci vuole tecnica e la capacità di cogliere i segnali della natura, gli stessi che possono rivelarci qual è il momento giusto per tornare.

I segnali del bosco che rivelano la nascita dei porcini

Lo ripetiamo ancora una volta, così che il concetto resti ben impresso: chi riesce a tornare a casa con un cesto pieno non ha solo fortuna, ma sa leggere il bosco come fosse un libro aperto. I porcini, infatti, non spuntano mai a caso e il terreno intorno a loro parla chiarissimo. Il primo segnale da cogliere è l’umidità: dopo una pioggia leggera seguita da giornate miti e soleggiate, il sottobosco resta fresco ma non zuppo. È proprio questa la condizione ideale perché il micelio inizi a ‘spingere’ i funghi verso la superficie.

I segnali del bosco che rivelano la nascita dei porcini – meteorete.it

Un altro indizio è la vegetazione. Dove il muschio è di un verde brillante e le erbe basse crescono fitte, c’è una buona probabilità che sotto stia avvenendo la magia. Allo stesso modo, non tutti gli alberi sono uguali: querce, castagni e faggi sono veri e propri guardiani del porcino. Controllare ai loro piedi, soprattutto in zone poco calpestate, è sempre una scelta vincente. Piccolo segreto: osservare bene vicino ai sassi. Dopo la pioggia trattengono calore, ed è proprio lì che spesso i funghi fanno capolino.

Nemmeno gli animali vanno sottovalutati. Se ci sono insetti che si muovono freneticamente sul terreno o piccole tracce lasciate da ricci e scoiattoli, significa che il bosco è vivo e pronto a regalare sorprese. E se notiamo un rialzo con cappelli appena visibili, vuol dire che tra una settimana possiamo tornare a raccogliere. Infine, il calendario naturale: circa 7-10 giorni dopo una buona pioggia estiva, quando il sole torna a scaldare senza eccessi, i porcini tendono a farsi vedere. Chi impara a osservare questi dettagli non solo evita di tornare a mani vuote, ma impara un’arte fatta di trucchi es esperienza.

Daniela Guglielmi

Potrei dire di essermela cercata, ma la verità è che la scrittura ha trovato me. Classe '94, scrittrice per caso e oggi redattrice a tempo pieno. La mia avventura con la scrittura è iniziata per gioco, quando qualche anno fa ho mollato tutto per ritrovare me stessa. Da allora collaboro con diverse riviste e blog, trasformando un semplice passatempo in una carriera a tempo pieno. Non amo la superficialità: mi nutro di approfondimenti e cerco sempre di andare oltre l'apparenza delle cose.

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