Le 3 Mosse dell’Inverno: ecco quando e come arriveranno le gelide temperature, sarà un Natale piuttosto polare in gran parte dell’Italia.
C’è un’aria sospesa, quasi immobile. L’Alta Pressione tiene il cielo pulito, smorza il vento, addolcisce le giornate. Cammini al mattino e non scricchiola la brina: un indizio chiaro di temperature oltre media. Non è un miraggio urbano. La dinamica è semplice: anticiclone robusto, inversioni nelle valli, mitezza in quota e umidità trattenuta nei bassi strati. Un “pit stop” atmosferico che, paradossalmente, prepara il terreno a un cambio scena molto più invernale.
Il quadro sinottico che i principali centri (ECMWF, GFS) delineano è coerente: l’anticiclone subtropicale si sposta gradualmente verso ovest, verso l’Atlantico orientale e la Penisola Iberica. Da lì agevola un’ondulazione della corrente a getto. È un dettaglio tecnico, ma è la chiave: il flusso non scorre più dritto, oscilla, e crea corridoi per aria più fredda verso sud. Fin qui, nulla di “gelido”. Ma è la prima tessera.
Fascia temporale: tra il prossimo weekend e l’inizio della settimana successiva. Cosa succede: una saccatura dall’Atlantico scava una debole depressione sul Mediterraneo occidentale. Arrivano nubi, prime piogge a ovest e al Centro-Nord, vento in aumento sui versanti tirrenici.
Effetti: temperature in lieve calo, soprattutto nei valori massimi; quota neve inizialmente alta sulle Alpi, in graduale abbassamento. Questa fase è ben supportata dagli ensemble, quindi affidabilità medio-alta.
Fascia temporale: metà settimana prossima. Cosa succede: il promontorio anticiclonico arretra ancora; una saccatura più incisiva attraversa l’Italia. Piogge diffuse, rovesci sul Tirreno, nevicate più credibili sulle Alpi centro-orientali e, a tratti, sull’Appennino settentrionale. Effetti: calo termico più netto verso valori stagionali; ventilazione sostenuta da sud-ovest e poi da nord-ovest. Attenzione a criticità idrogeologiche locali dove i terreni sono saturi (consultare i bollettini ARPA regionali).
Fascia temporale: a ridosso di Natale. Cosa succede: con l’anticiclone defilato sull’Atlantico, aumentano le probabilità di una discesa fredda da nord con curvatura ciclonica sul medio-basso Adriatico. Gli scenari più freddi includono un successivo contributo continentale da est-nordest, ma su questo punto gli ensemble non sono ancora convergenti. Effetti: nevicate a quote più basse sulle Alpi e, in caso di traiettoria orientale, fiocchi possibili su Appennino e pedemontane adriatiche. Freddo “vero” solo se l’alimentazione artica persiste 48–72 ore. Affidabilità media, in aggiornamento.
Io, intanto, tengo a portata guanti e tergicristalli con antigelo. L’Inverno ha acceso il motore, ma deciderà all’ultimo se imboccare la corsia artica. Quando aprirete la finestra a Natale, volete trovare aria frizzante che pizzica il naso o il solito tepore che confonde le stagioni?
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