L’Epifania porta pioggia e cieli chiusi, ma l’atmosfera prepara una tregua fatta di pause e schiarite.
L’Epifania si presenta con un’Italia avvolta da piogge diffuse, cieli grigi e aria umida. Un quadro che accomuna gran parte del Paese e che restituisce la sensazione di un inverno finalmente entrato nel vivo, anche se senza gelo.
In molte regioni il maltempo accompagna la giornata festiva con continuità, rendendo naturale una domanda che oggi rimbalza ovunque: nei prossimi giorni continuerà a piovere così tanto oppure si intravede una pausa?
Per rispondere occorre guardare alla struttura della circolazione atmosferica, più che al singolo rovescio. L’Italia si trova sotto l’influenza di una corrente atlantica umida, alimentata da una serie di depressioni che scorrono a latitudini relativamente basse. È una configurazione tipica delle fasi invernali mediterranee, in cui la pioggia diventa la protagonista principale.
Le precipitazioni di questo 6 gennaio sono legate a un sistema perturbato ben organizzato, che coinvolge sia il Nord che il Centro-Sud. Il versante tirrenico risulta il più esposto, ma piogge e rovesci interessano anche le regioni adriatiche, seppur in modo più irregolare. L’aria è mite in quota, quindi la neve resta confinata alle montagne, mentre in pianura domina la pioggia.
Non si tratta di fenomeni estremi generalizzati, ma di una fase insistente, fatta di accumuli distribuiti su più ore. È proprio questa continuità a dare l’impressione di un maltempo senza fine, soprattutto dopo giorni già piovosi.
Guardando ai prossimi giorni, i modelli mostrano un segnale piuttosto chiaro: non pioverà con la stessa intensità e diffusione. La struttura perturbata che oggi interessa l’Italia tenderà lentamente a spostarsi verso est, lasciando spazio a una circolazione ancora instabile ma meno organizzata.
Questo significa che le piogge non scompariranno del tutto, ma diventeranno più irregolari e discontinue. Ci saranno pause asciutte, schiarite temporanee e fenomeni più localizzati. In particolare, tra domani e i giorni successivi, le regioni del Nord potrebbero sperimentare momenti più asciutti, mentre al Centro-Sud persisterà una certa variabilità.
È una classica fase di smorzamento: l’atmosfera non si stabilizza completamente, ma perde la capacità di produrre piogge diffuse e persistenti su larga scala.
È importante chiarire un punto: non si intravede un ritorno deciso dell’alta pressione. Non ci aspetta una lunga fase stabile e soleggiata, almeno non nell’immediato. Tuttavia, il passaggio da piogge continue a un tempo più spezzettato è già un cambiamento significativo.
Il Mediterraneo resta attivo e gennaio conferma la sua natura dinamica. Le temperature continueranno a mantenersi su valori invernali ma senza eccessi, mentre il freddo vero rimarrà confinato più a nord. In questo contesto, la pioggia resta possibile, ma meno invadente rispetto a oggi.
In sintesi, il 6 gennaio rappresenta l’apice di questa fase piovosa. Nei giorni successivi l’Italia non entrerà in una parentesi stabile, ma potrà contare su un meteo più gestibile, con finestre asciutte più frequenti e piogge meno insistenti.
È il modo tipico con cui l’inverno mediterraneo allenta la presa: non con un colpo secco, ma smussando gli eccessi. E per chi oggi guarda la pioggia scendere senza sosta, sapere che il ritmo è destinato a rallentare è già una notizia.
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