Il ciclone mediterraneo “Nino” potrebbe influenzare il clima tra Tunisia e Sicilia. Previsioni di temporali, pressione in calo e vento di Scirocco
Il Mediterraneo sembra trattenere il fiato. Dopo Minerva, un nuovo respiro profondo dell’atmosfera si concentra tra le coste della Tunisia e le città marinare della Sicilia. L’aria sa di sale e attesa, e chi guarda il cielo riconosce quei segni che arrivano prima della pioggia vera.

Il mare cambia colore quando la pressione cala. Le onde si fanno più corte, il vento ruota, le nuvole si addensano a strati. Capita di vederlo dal molo, a Mazara del Vallo: i pescatori sistemano le cime senza dire troppo. È un parlare muto, quello che precede i temporali seri.
Dopo il passaggio della tempesta Minerva, lo scenario non si è chiuso. Un altro minimo di pressione sta maturando a sud del Canale di Sicilia. I segnali sono netti: pressione in calo, nubi in risalita dal Sahara, umidità in aumento. Non ci sono certezze assolute sui dettagli, ma la tendenza è chiara.
Questa nuova circolazione ha già un soprannome di comodo: “Nino”. È un’etichetta informale, usata da appassionati e bollettini locali. Non esiste una nomenclatura ufficiale unica per ogni ciclone mediterraneo, e vale la pena ricordarlo. L’attenzione però non riguarda il nome, bensì gli effetti. E qui il quadro prende forma attorno a Tunisia, Sicilia occidentale e Canale di Sicilia.
Il ciclone mediterraneo “Nino”, prossime 48 ore: cosa aspettarsi
I principali modelli indicano un nucleo tra 998 e 1002 hPa tra Tunisia nord-orientale e Canale di Sicilia. Un minimo così può richiamare aria umida da sud. Il vento di Scirocco può rinforzare su litorali e canale, con raffiche locali tra 60 e 80 km/h e punte superiori negli stretti.
Possibili piogge intense e rovesci organizzati tra Trapani, Agrigento, Ragusa e Siracusa, con accumuli localmente superiori a 50–80 mm in 24 ore. Locali nubifragi non si escludono lungo i rilievi esposti. Il mare può diventare molto mosso o agitato nel Canale, con onde fino a 3–4 metri al largo e rischio di mareggiate sui tratti più esposti. Non si possono escludere brevi grandinate o isolati temporali con fulminazioni frequenti.
Verifica gli aggiornamenti ufficiale su protezionecivile.gov.it e, per segnalazioni coordinare, su meteoalarm.org/it. Le mappe di allerta sono lo strumento giusto, non le voci social. Se vivi in aree costiere basse, evita di sostare vicino a moli e spiagge durante il picco dello Scirocco.
Non usare sottopassi o strade soggette a ristagni quando piove forte. Bastano 10 minuti di rovescio intenso per creare allagamenti improvvisi. Metti al riparo oggetti leggeri su balconi e terrazzi prima del rinforzo del vento. Se devi viaggiare via mare, considera possibili ritardi: il mare mosso non negozia gli orari.
Restano margini di incertezza su traiettoria esatta e intensità finale. Le depressioni nate tra Tunisia e Sicilia sanno cambiare umore all’ultimo, con scarti di 50–100 km che spostano la fascia più piovosa. È l’imprevisto del Mediterraneo, quello che ci costringe a guardare ancora il barometro sulla credenza. Tu come lo leggi, oggi, quel vetro che scende di un soffio e racconta il tempo prima che accada?





