Marzo Pazzo come Febbraio? L’Indice NAO rivela le possibili condizioni meteo

Marzo che fa il bravo o mese dalle sorprese? Dopo un febbraio che ha tenuto tutti col fiato sospeso, il nuovo capitolo si apre con cieli più quieti. Ma un indizio c’è, e arriva da un numero poco romantico e molto utile: l’indice NAO.

Sì, la domanda è arrivata in tanti modi diversi: “Sarà un altro mese a montagne russe?”. La risposta più onesta è: possibile. Il Vortice Polare resta fragile, e quando lassù la trottola gira piano, qui sotto l’atmosfera cambia umore in fretta. La novità, però, è che la NAO torna verso una fase positiva dopo mesi in cui spingeva altrove.

Marzo Pazzo come Febbraio? L'Indice NAO rivela le possibili condizioni meteo
Marzo Pazzo come Febbraio? L’Indice NAO rivela le possibili condizioni meteo

Mi è capitato di annotarlo sul taccuino del meteo: quando la NAO sale, il vento da ovest accelera, il treno delle perturbazioni atlantiche corre più in alto, e il Mediterraneo fa un passo di lato. Non è poesia, è dinamica dell’aria. Ma prima di dire “tutto risolto”, facciamo un passo indietro.

Cos’è l’indice NAO e perché ci riguarda

La NAO (Oscillazione Nord Atlantica) misura la differenza di pressione tra la depressione d’Islanda e l’anticiclone delle Azzorre. Valori positivi forti indicano un flusso occidentale teso e diretto verso le alte latitudini europee. Tradotto: il “getto” si alza di qualche grado di meridiano. L’Europa del sud viene spesso schermata da promontori anticiclonici, mentre l’aria più fredda resta confinata tra Scandinavia e Nord-Est del continente.

È uno schema noto ai previsori. Lo confermano anche le proiezioni settimanali dei principali centri internazionali: il segnale non è assoluto, ma è coerente. Va detto con chiarezza: oltre i 10-15 giorni, l’affidabilità scende. Non abbiamo certezze, abbiamo scenari probabili.

Nel mezzo di questi incastri c’è marzo. Giorni più lunghi, luce nuova, ma anche il primo, vero stiracchiarsi della stagione delle piogge al Nord. In molte serie 1981-2010 si vede: rispetto a febbraio, il mese rialza la media pluviometrica in più di una stazione padana. È quel periodo in cui attacchi da ovest tornano a bussare.

Italia a due velocità: cosa aspettarsi

Qui arriva il punto caldo. Le mappe di anomalia pluviometrica elaborate sul modello europeo (ECMWF) suggeriscono un percorso chiaro: Nord Italia e parte del Tirreno centrale più esposti a piogge, Meridione più spesso in ombra. Non ogni giorno, non ovunque, ma come tendenza di fondo.

Esempi concreti? Nord-Ovest in prima linea: Liguria di Ponente, basso Piemonte, alta Lombardia con passaggi ripetuti e accumuli che, su base mensile, possono superare la media. Verso il Centro, chance più alte lungo il lato tirrenico, tra Toscana e Lazio, specie con correnti sudoccidentali. Al Sud il copione cambia: fronti più rapidi, pause più lunghe, fenomeni meno generosi su Sicilia e Ionio. L’aria fredda? Poco spazio: la quota neve resta medio-alta, limitata alle Alpi e all’Appennino più elevato. La neve in pianura, con questo disegno, è improbabile.

Se vivi in città, prepara l’ombrello “a tratti”, non a oltranza. Se coltivi, occhio alle finestre asciutte al Sud e alle piogge utili (ma talvolta insistenti) al Nord. Se punti la montagna, scegli l’alta quota e verifica il manto: alternanza mite-umido può complicare la stabilità.

Resta un inciso doveroso: i segnali a 2-4 settimane non sono promesse, sono bussola. Ma a volte basta un dettaglio per capire l’aria che tira. E allora, mentre marzo allunga le giornate e il vento da ovest tira il filo delle nuvole, la domanda diventa una: quale cielo stiamo inseguendo, oggi, nel nostro pezzo di orizzonte?

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